Alessandro Butticé

Quello che penso del caso Ramy Elgaml, il giovane morto a Milano dopo un inseguimento dei carabinieri

14 Gennaio, 2025

Dopo tanti tuttologi ed esperti da salotto o da poltrone girevoli (rigorosamente in pelle), che si sono espressi sulla dinamica dell’incidente e dell’inseguimento che é costata la vita al ragazzo egiziano a Milano, incoraggiando indirettamente inaccettabili violenze di piazza, ecco la relazione della Polizia Locale sullo schianto:

«Moto e auto dei carabinieri non si toccano» – INFODIFESA

Come sa chiunque abbia una minima esperienza di pubblica sicurezza, l’inseguimento da parte dei carabinieri, protratto per 20 minuti, riflette un alto livello di professionalità e un rispetto costante per la vita umana. Questi principi sono stati alla base delle tecniche utilizzate durante gli anni di piombo, periodo storico segnato da tensioni e violenze.

In particolare, una delle tecniche più efficaci che è stata sperimentata e suggerita agli operatori del reparto volanti di Roma era quella di evitare il ricorso alla forza letale, come il fuoco o lo speronamento, per fermare i fuggitivi. L’obiettivo era limitarsi a un inseguimento a distanza ravvicinata, mantenendo il contatto visivo e dando continue indicazioni alla sala operativa per aggiornare sulla posizione del veicolo inseguito. Questa modalità d’azione, pur essendo rischiosa, ha permesso di coniugare l’efficacia dell’intervento con il massimo rispetto per la sicurezza delle persone coinvolte, evitando incidenti fatali o danni collaterali.

La strategia riflette non solo un approccio tecnico, ma anche una filosofia operativa che poneva e pone al centro il valore della vita, pur affrontando situazioni ad altissimo rischio.

Indipendentemente da quelli che saranno i risultati finali dell’indagine giudiziaria, tuttora in corso, e in attesa dei quali sarebbe auspicabile particolare prudenza nelle pubbliche esternazioni (soprattutto da parte di chi riveste o ha rivestito funzioni di responsabilità) non avrei migliori parole, per descrivere il mio pensiero, di cittadino italiano e insignito OMRI residente all’estero  (dove le Forze di Polizia sono più rispettate di quanto avvenga in Italia) di quelle utilizzate nel suo video messaggio TikTok dall’attore Fabio Brescia:

Vale sempre la stessa regola. Quando le Forze dell’ordine, che siano Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza Vigili urbani, quello che é, mettono la paletta, ti fermi.
Se non ti fermi tutto quello che succede dopo é colpa tua“.